Ci sono tanti modi per spiegare, o cercare di spiegare, quello che facciamo. A nostro avviso tra i metodi più efficaci c’è sicuramente chiedere a chi è passato sotto le nostre grinfie! A pochi giorni dalla prossima edizione ci siamo azzardati a fare qualche domanda a qualcuno dei partecipanti alle scorse… 

(staff): Ciao Ragazzi! Grazie per esser qui. Quello che vi accomuna è l’aver tutti partecipato alle giornate del Survival Outdoor Services al Salgari Campus. Ho da porvi delle domande per spiegare meglio ai militi che ancora non siamo riusciti a catturare del tutto, questa giornata. Per cominciare, M., tu dovrai ancora partecipare, quali sono le tue aspettative?

M.: Mi aspetto un’esperienza diversa dal solito per un soccorritore di città e che possa aggiungere qualcosaalle abilità personali, in special modo agire adattandosi alle diverse situazioni.


(staff): Invece, per voi che avete partecipato, le vostre aspettative son state attese?

S.: Certo, anche meglio di quanto pensassi: pensavo ci saremmo trovati davanti a scenari meno complessi.Abbiamo attinto a tutta la nostra esperienza e competenza, una bella sfida!

C.: Era da un po’ che ne sentivo parlare quindi avevo, lo ammetto, aspettative alte. Nonostante la pioggia ela levataccia a fine giornata non potevo che dirmi soddisfatto di aver partecipato. Non so se avrò occasionedi applicare durante le guardie quello che abbiamo visto e appreso quel giorno ma abbiamo avutol’opportunità di aggiungere qualcosa alle nostre competenze.

L.: Anche se non sapevo esattamente cosa aspettarmi, la giornata ha soddisfatto ogni aspettativa in pieno!


(staff): Cosa vi ha colpito maggiormente di questa esperienza?

L.: Direi la possibilità di provare il soccorso in scenari poco ortodossi e doversi inventare soluzionialternative..Insomma la necessità di applicarsi nel problem-solving! Sarebbe bello poter fare eventi similialmeno una volta all’anno per poter essere più preparati e pronti sul servizio di tutti i giorni.

C.: L’alto realismo degli scenari e il doverci scontrare con realtà che, per quanto simili per protocollo, moltodiverse per realizzazione rispetto a quelle con cui ci rapportiamo in città.


(staff): Lo consigliereste ad altri colleghi? Perché?

L.: Assolutamente sì, per rendersi conto che, oltre a conoscere il protocollo a memoria, è necessaria lacapacità di improvvisare e di adattarsi sui servizi veri, poiché difficilmente rispecchiano i manuali.

S.: Sì anche io lo consiglierei: un’esperienza del genere può far capire che per quanto un milite possa avereanni di esperienza sulle spalle non ha mai finito di imparare.C.: Sì, a volte uscire dalla routine aiuta a migliorare le azioni che facciamo quasi meccanicamente.


(staff): Lo rifareste?

L.: Perché no? È sicuramente un utile ripasso! Senza contare che avrei un ulteriore metro di autovaluzione per capire quanto io abbia effettivamente appreso la prima volta.

C.: Se ne avessi l’occasione lo rifarei ad occhi chiusi!...magari provando con il bel tempo!!

 

(staff): Grazie per averci dedicato del tempo! A presto!